la pioggia è bagnatissima
Oggi piove, cioè, piove da ieri e piove tantissimo. in ufficio devo fare lo slalom tra le pozzanghere e schivare il camioncino della DHL che tenta di annegarmi spruzzando senza dignità acqua torbida sulle mie scarpette. L’acqua è decisamente bagnata, quando piove sono zuppa, un po’ è colpa mia che non porto mai l’ombrello ma la maggior parte delle colpe sono della pioggia. Insomma, potrebbe mandarmi un telegramma: Oggi credo che verrò a trovarti, portati dietro ombrello, impermeabilino e scarpette decenti. Anzi, dev’essere telegrafico: ‘Oggi scendo,portare ombrello,fatti furba’ ecco, anche una cosina del genere potrebbe dirmi, invece mi assale alle spalle e se ne va quando ormai bagnata e raffreddata inizio la sessione di starnuti.
E poi l’amica pioggia mi deprime, dovevo correre. si corre il lunedì e il mercoledì (e il venerdì se non si muore) ma così non è una corsa sono i 1200metri stile libero, non va, non va…
insomma, necessito coccole, un paio di scarpe da jogging perchè le mie mi distruggono la schiena e l’aumento, che non c’entra niente ma serve sempre…
PS: mi sono innamorata del cartizze
Taruccia e lo sport
A distanza di una settimana, dopo aver piacevolmente notato che tutte le funzioni vitali principali sono stabili, posso, con estrema fierezza, dire che pratico sport.
Cioè, riformuliamo: posso, con estrame fierezza, dire che Tento a praticare dello sport.
Ovviamente non da sola. MAI praticare sport estremi come il mio in soitaria, si rischia di non venir soccorsi nel caso si stramazzasse al suolo a metà, è sempre meglio avvisare più gente possibile di cosa si ha intenzione di intraprendere, il dove, il come, il quando tralasciando il perchè. La derisione non è utile ai fine del proprio autoconvincimento 
Quindi avvio la check-list:
Sono da sola? No, al rapporto è stato chiamato un amico, bassista di sempre del marito
Dove sono: sul lungo pista, mannaggia quanto è lunga sta pista, destinazione 34 (che si legge tre-quattro e non trentaquattro o tre/quarti)
Come: passo lento ma sicuro, credo.. 
Quando: teoricamente il lunedì e il mercoledì
il perchè abbiamo detto che lo avremmo tralasciato
Lunedì pomeriggio scorso, alle ore 18.15 si avvicina una macchina blu alla telecamarina del citofono. spegne i fari, attende… squilla un cellulare, capisco, apro.
Vedo la vettura avanzare lentamente.
Dopo pochi minuti una porta si apre alle mie spalle. Eccolo, in perfetta tenuta da sport estremi.
Ci rassicuriamo: ‘Non è grave, ce la faremo, basta stare in formazione compatta, le file dovranno essere mantenute, mai, per alcun motivo, lasciare l’altro da solo in balìa degli e-venti’
Ci convinciamo: ‘Si, stiamo facendo la cosa giusta, il mondo ci ricorderà per questa azione “Fratelli! Ciò che facciamo in vita, rieccheggia nell’eternità! Forza e Onore”…’
Ci avviciniamo: ‘Beh, la 34 non sembra essere così lontana’ … ‘No, no, è lontanissima’ .. ‘No dai, da qui la vediamo’ .. ‘credici’
Iniziamo, piano, non dobbiamo sbagliare, dare tutto subito non serve a niente, non è utile, la stanchezza si impossesserebbe prima dei nostri corpi non soliti allo sport estremo.
uno, due, tre, quattro.
Ok, siamo morti.
Ok, è stato bello,. ma la 34 è troppo lontana, tagliamo per la bretella, no, l’asfalto è peggio, rimaniamo sulla pista in erba, oddio NO, NON toccare quella bottiglietta di getorade, ci sono ceppi della malaria ancora non sconfitti, che fai? lascia stare quell’accendino, dentro c’ha il lupus.
Svengo, muoio, soffoco, annaspo.
E adesso chi ci troverà?
No, che fai, lo scatto ti può essere fatale, non farlo, torna indietro. Ok, ti aspetto qui, sono quella che giace per terra.
DObbiamo ricominciare.
Cosa? dobbiamo tornare indietro?
Chiama il camioncino della Soc. di Gestione
E’ più rotto di noi.
Va bene, dobbiamo essere stoici e ricominciare.
Non ce la faccio.
Dobbiamo.
Ok.
uno, due, tre, quattro.
Ok. siamo morti.
di nuovo.
Arriviamo all’hangar?
quale?
quello vicino agli uffici.
No, arriviamo a quello prima.
Muoio adesso.
E fu così che i due giovani, non consci di quello che li avrebbe attesi, tornarono presso gli uffici, con gambe tremanti e fiato cortissimo, felici della loro mezz’oretta di corsa, stravolti ma vincitori nell’animo.
articolo esauriente su brokenheart.splinder.com
Vedo la vettura avanzare lentamente.
Dopo pochi minuti una porta si apre alle mie spalle. Eccolo, in perfetta tenuta da sport estremi.
Ci convinciamo: ‘Si, stiamo facendo la cosa giusta, il mondo ci ricorderà per questa azione “Fratelli! Ciò che facciamo in vita, rieccheggia nell’eternità! Forza e Onore”…’
Ci avviciniamo: ‘Beh, la 34 non sembra essere così lontana’ … ‘No, no, è lontanissima’ .. ‘No dai, da qui la vediamo’ .. ‘credici’
uno, due, tre, quattro.
Ok, siamo morti.
Ok, è stato bello,. ma la 34 è troppo lontana, tagliamo per la bretella, no, l’asfalto è peggio, rimaniamo sulla pista in erba, oddio NO, NON toccare quella bottiglietta di getorade, ci sono ceppi della malaria ancora non sconfitti, che fai? lascia stare quell’accendino, dentro c’ha il lupus.
Svengo, muoio, soffoco, annaspo.
E adesso chi ci troverà?
No, che fai, lo scatto ti può essere fatale, non farlo, torna indietro. Ok, ti aspetto qui, sono quella che giace per terra.
DObbiamo ricominciare.
Cosa? dobbiamo tornare indietro?
Chiama il camioncino della Soc. di Gestione
E’ più rotto di noi.
Va bene, dobbiamo essere stoici e ricominciare.
Non ce la faccio.
Dobbiamo.
Ok. siamo morti.
di nuovo.
Arriviamo all’hangar?
quale?
quello vicino agli uffici.
No, arriviamo a quello prima.
Muoio adesso.