Io sono Dolce
Non è un mio stato d’essere, non è la sublimazione del mio io, non è il mio intrinseco volere… io SONO dolce.
Adesso, non so esattamente il perchè o il per come, ma sono dolce.
Mi lecco le dita e so di zucchero. Allora, non è che io passi le giornate a leccarmi le dita per il gusto di farlo o perchè in ufficio non passi un tubo, ma mentre faccio qualcosa mi capita di mettermi l’indice fra le labbra, smettetela di pensare cose strane, smettetela di girare gli occhi o di eccitarvi, mi lecco un dito per nervoso, non mentre sono al telefono con un cliente o con un fornitore perchè sembro più sexy… ve lo immaginate: Buondorno, bi dica… do, do, dod sodo raffreddada, ho dolo un dito ind bocca…. ecco.. non va proprio così…
Da quando ho iniziato la dieta io so di zucchero, la cosa da un lato mi piace, posso affermare con totale sincerità di essere dolce senza aggrapparmi a figure retoriche o pensieri egocentrici, mi lecco e so di zucchero. Lo so che l’ho già detto mille volte ma sta cosa mi sconcerta… Mi sto trasformando nella donna zolletta, affascinante, ma se esco quano piove mi sciolgo, e anche qui non lo faccio perchè sono emotiva ma perchè fisicamente, si narra, che la zolletta delicatamente gettata dentro ad un liquido, tende a sciogliersi.. insomma, seguo le leggi della fisica, o almeno della mia fisica… zolletta + acqua = acqua dolce, non zolletta sana. perbacco!!!
Ma poi ho pensato: Vuoi vedere che non è il mio dito ma le mie papille gustative che hanno bisogno della revision 2.1? Allora, saltellante come Haidi tra le capre minate, sono andata da mio marito e, con sguardo sfidante, gli ho detto: ‘Enrico, leccami!!!’ ad oggi devo ancora capire come l’abbia presa… non la mia richiesta a leccarmi, ma la mia richiesta più specifica di leccarmi le dite.. vabbeh…ha detto che sono strana, ma non ha specificato sotto quale aspetto.
Questo mio sclero era soltanto per rendervi partecipi del fatto che piano piano mi sto caramellando, sarà il natale, sarà la dieta, non lo so, fatto sta che qualche minuto fa il Direttore Amministrativo (gran donna) mi abbia detto: Ho voglia di qualcosa di dolce…
‘Leccami’
sinceramente Vostra
Taruccia
Tempo di diete
Questa volta ho voluto prendere l’estate alle spalle e iniziare la dieta a novembre, giusto prima di Natale, così soffro e se soffro funziona. Si dice che la dieta si inizi sempre domani, o sempre di lunedì, dipende dal giorno della settimana; per avere il sopravvento sul lunedì io ho iniziato la dieta di venerdì. non ieri, quello prima, mi sono presa alle spalle pure io perchè non me l’aspettavo, è stato così, improvviso e meraviglioso.Ma la storia delle diete non inizia mica qui eh. Le ho provate tutte:
la dieta della fame: consisteva nel non mangiare finchè non avevi fame e poi aprire il frigo sbaffare tutto quello che c’era, dieta priva di successi, non ho ancora capito il perchè..
la dieta del merluzzo:si mangia eslcusivamente merluzzo, dopo un po, per disperazione, sono arrivata a impanare il merluzzo dentro una cotoletta alla milanese, ma non per barare, solo per dargli più sapore.
la dieta della mamma: mi faceva mangiare soltanto pomodori a parmiggiano, non conscia del fatto che il parmiggiano è uno dei formaggi più grassi dell’universo conosciuto e non.
la dieta dell’ufficio: consisteva nel prendere le pagine gialle e cercare la prima pizzeria che facesse consegne a domicilio, ottimi risultati…nella scelta delle pizze.
E poi ecco, l’illuminazione: la dieta a zona, quella che dice che in una setitmana perdi fino a 2.5kg.
Per i profani la dieta a zona non è la dieta in cui in cucina mangi tanta pasta e se vuoi la carne ti sposti in un’altra zona della casa, la dieta a zona è subdola e fatta eslcusivamente per i laureati, io che non lo sono perchè mi sono tenuta da sola nell’ignoranza ad oggi non ho ancora capito bene come funziona, nel dubbio è una settimana che mangio sempre la stessa cosa perchè è l’unica ricetta che ho capito.
Cerco di farvi partecipi della dieta a zona in modo tale che Voi, miliardi di laureati, possiate dare una zampa a sta donna che non ne può più di pucciare il toast con prosciutto dentro al caffelatte mattutino e vede soltanto bistecchine ai ferri.
Si narra che questa dieta si basi sui blocchi. Un famoso medico dice che ha usato i blocchi per facilitarci il calcolo, io penso soltanto che lui odiasse tutti e voleva che morissero di fame per fare pulizia mondiale.
Dopo ore di studi tolte al lavoro aereo ho capito che necessito di 11 blocchi da sparpagliare nella giornata. e fin qui va bene.
Poi ho capito che i miei due pasti principali sarebbero stati di 3 blocchi. ma questi 3 blocchi sono divisi in 3+3+3 e già qui non capisco un tubo. Cioè.. se mi vuoi far mangiare 1 blocco di proteine 1 di carboidrati e 1 di grassi perchè non parli come mangi? che bisogno c’è di dirmi: mo’ sti blocchi li dividiamo ancora e quindi avrai 3 miniblocchi di proteine 3 di carboidrati e 3 di grassi… e che vuoi fare adesso? me li suddividi ancora??? mi vuoi far cercare la sinusoide dei blocchi? vuoi che trovi il limite tendente a zero??? pardon, a 3?
L’altra sera stava preprando con tanto amore la cena al marito, finito di spadellare la sua pasta pomodorini e bottarga mi sono concentrata sulla mia cena. Erano le ore 20.00. Alle 21.10 dovevo ancora cenare, non capivo quanti grammi di ricotta potessi mangiare, da una parte ti diceva 80gr dall’altra ti diceva di moltiplicarli per 3, dall’altra ti faceva trovare la radice cubica, dall’altra ancora ti diceva che la ricotta non va bene. ero in crisi, sapevo che la mia cena non s’aveva da fare.
E poi.. così, dal niente, l’illuminazione, la dieta ha ragione, la dieta davvero ti fa perdere 2.5Kg in una settimana: ti rincolgionisce a tal punto che sei così sfiancato dai calcoli che non mangi!!!! E’ la prima dieta che funziona, ha solo un piccolissimo effetto collaterale: non sto in piedi, vedo doppio e mi mangerei il cane dei vicini.
Sono le 13.00 è ora che mi legga le ricetta e veda cosa non posso mangiare oggi!
*Taruccia-a-dieta*
Il Congiuntivo
TU.
Si, dico a te.
A te che te ne vai in giro per il centro firmato da testa a piedi, a te che cammini ondeggiando come se avessi le noccioline nelle Prada, a te che ciondoli pensando di essere figo.
TU.
Si, dico a te.
A te che te ne vai in giro per il centro firmata da testa a piedi, a te che cammini sculettando come se avessi l’anca slogata, a te che anche quando parli usi le K.
Voi.
Si, dico a Voi, generazione del tutto e subito, della x-box che ai miei tempi non c’era, dei cellulari a 9 anni che sennò sei sfigato, Voi che siete passati dal biberon all’happy hour, voi che prima comprate la macchina poi la patente. Voi che credete di essere al di sopra di tutti.
A voi mi rivolgo.
A voi che che confondete avere e essere, a voi che credete che il sesso sia imperativo, a voi che pensate che il Gerundio sia il barista di via Roma, a voi che pensate che il congiuntivo altro non sia che un fastidio oculare. ecco, io a Voi mi rivolgo affinche possiate trovare la luce, affinchè riusciate a intraprendere il sentiero che vi salverà dalla rozza ignoranza e vi insegnerà l’uso proprio della lingua e magari pure quello dei suoi tempi verbali.
Questa è una richiesta d’aiuto,
una richiesta disperata,
una petizione,
una crociata.
(meglio di foscolo sono)
Salviamo il congiuntivo.
Per coloro che ancora non lo sapessero, il congiuntivo è un’entità insicura, dubbiosa, ama stare nelle subordinate, anche se spesso, molto spesso, l’interlocutore non lo degna di mezzo sguardo preferendo, al suo posto, un arrogante condizionale che prepotente si insinua nella principale e nella secondaria, insomma se potrei andare a casa adesso lo farei più che volentieri no???
e intanto singhiozza triste il povero congiuntivo, vestito di logori stracci fuori moda, bisfrattato dai più, non considerato dalle masse di giovani pseudo intellettuali che comunicano, stringati, con frasi da breviario ’si, cioè, perchè vvvedi, insomma, io…perchè, capito no?’.
Il congiuntivo ha iniziato il suo declino alla fine degli anni ‘80, quando venne deciso che non potesse più essere di moda ‘Oh, ma che fai, che congiungi, parli come mio nonno’…
da allora ha lottato, con le unghie con i denti, ha rivendicato il suo essere subordinato ma non il suo essere eliminato. A poco queste sue lotte sono servite, ad oggi ancora non ha trovato un suo status e vaga. Vaga e ricorda.
Ricorda i bei tempi di Manzoni quando il matrimonio non s’aveva da fare ma almeno lo dicevano correttamente ricorda San Francesco d’Assisi che parlava con le bestie ma almeno usava il congiuntivo, ricorda persino il vecchio Dante, che di camminate ne ha fatte ma le consecutio erano corrette, ricorda i latini che hanno messo le basi della nostra lingua, ma non ricorda tronisti e veline, calciatori e paparazzi. e commesse limoni.
parole profumiere e piscologhe
Ed eccoci qui, con altre puntate del serial blogghistico sulle profumiere!! Questa volta però mi sento di aggiungere un personaggio nuovo, la Pseudo Psicologa (amo allitterare), conosciuta anche come: ex profumiera e attuale salva negozio, una figura sinistra, leggendaria a tratti inquietante.
Dopo serie analisi scientifiche, studi di settore, grafici a torta, grafici a bignè, il capo supremo del famoso gruppo ha deciso che per certi punti vendita serviva una manna dal cielo, uno dei fantastici 4, l’uomo ragno in gonnella (la uoma ragna), l’incredibile hulkA che si tinge di rosa perchè è più fashion, insomma… necessitavamo di una che ne sapeva a mazzi e che avrebbe risollevato le tristi sorti del nostro negozio.
Il suo primo giorno di lavoro coincideva con il mio rientro da due settimane di ferie. Non sapevo cosa mi aspettava. Ero quasi felice, quasi abbronzata, appena vista ero quasi sul punto di ridere, di piangere e di tornarmene a casa, ma questo accadeva ogni volta che varcavo lo stargate d’ingresso.
Mi si presenta, la mano molle non aiuta a instaurare un buon rapporto, il suo modo sbarazzino a 50 anni passati mi urtava e la sua risata contenuta mi indispettiva. Sarebbero stati giorni difficili.
Nelle sue due settimane di permanenza ha rivoluzionato il negozio, ha spostato tutti i profumi (eh si, invece di disporlii a senso puntava sulla spiccante cromia delle confezioni), ha spostato penisole e vetrinette e credo ci abbia pure cambiato i nomi.
E questa era la prima mossa d’attacco, la seconda era chiamarci nel retro del negozio e parlare.
Luce puntata negli occhi, ambiente fumoso, una pianta grassa che stava per suicidarsi, i suoi occhi iniettati di sangue sottolineati da quattro dita di prezioso eyeliner, il rossetto impeccabile e quella scia di fastidioso profumo che impregnava ogni singolo capello che avevo in testa.
‘Raccontami, secondo te perchè questo negozio non sta andando bene come anni fa, ricorda, se menti io lo capirò, se ti agiti io lo capirò, se cercherai di fuggire io lo capirò’
(NdR: sicuramente donna amante dei polizieschi vecchio stile)
‘Beh, consideriamo che c’è stato un costante e continuo cambio di personale, le clienti devono abituarsi e poi ci sarebbe da dire che si aspettano una responsabile più matura che una ragazza di 27 anni, perchè, parliamoci seriamente, le 60enni che spendono 200€ per un antietà si aspettano di parlare con una che lo usa, non che compra topexan per i brufoli: e poi, per carità, ogni giorno arrivano prodotti sempre più da supermercato a questo punto il bagno schiuma lo prendono con l’etto di crudo ben sgrassato’
..silenzio…
..mugugni…
..sospiri…
avrò esagerato??? ma no, ho anche sorriso e poi, il mio mignolino, era sempre in alto a denotare elegante raffinatezza!
ecco, parla…
‘Quindi TU vorresti una responsabile più matura’
E che cacchio, ma ci senti???? per me è indifferente, tanto l’antietà mica lo compro, dico che prima, quando la responsabile aveva 50 anni l’inacsso era ottimo, adesso fa schifo, fai 2+2 daiiii!!!!!!!
Niente, non ci arrivava, lo spiego, glielo rispiego, le faccio pure uno schemino, le parlo anche delle uova, le provo tutte, anche con le dosi per la frittata di zucchine, ma niente, lei non vuole sentire. Mesta e triste me ne esco dalla stanza fumosa e torno al mio scaffale…
Vedo entrare un’altra collega, l’unica che mi sento di chiamare amica.
Minuti interminabili quelli che passa dentro, finalmente esce, e con sguardo vuoto mi dice: secondo lei odio mia madre e sono stata violentata da mio padre.
Vedo entrare un’altra collega, l’unica che mi sento di chiamare amica.
Eccoci, si sapeva, la salva negozio ha sempre e solo avuto velleità da psicologa e finalmente ce l’ha fatta, ha detto la frase che tanto agognava,con aria seria e di chi la sa lunga ha sillabato in perfetto stile psyco quello che ha sempre sentito solo nei film (la prima fase era: Segua quella macchina).
Grazie Buona Domenica che elargisci tanta cultura, grazie Grande Fratello, La Fattoria, La Stalla, L’arca di Noè, Il Circo, il Circolo, Il Club, Il GolfClub.
Grazie perchè ci alzate da rozzi telespettatori a possibili educatori, grazie perchè Aristotle parlava della potenza e voi l’avete trasformata in atto, grazie perchè senza di Voi la salva negozio non avrebbe saputo cosa dire e grazie perchè adesso, anch’io, finalmente, so di aver bisogno di una figura matura accanto a me, che mi indichi la via, che mia dia consigli che sia la mia guida spirituale e la mia personal trainer, che sia la mia consulente di Bellessere e che mi stia lontano quel tanto che basta da non prendersi le uova in faccia.
lettere, parole, frasi e profumiere
Sto andando avanti con la progettazione di loghi, immagino che per i più sia la cosa più noiosa e perditempo che esista, ma a me piace. Mi piace la matita sul foglio che disegna linee strane, mi piace vedere cosa esce dal quadrato, mi piace partire dal cerchio. Le basi della progettazione sono cerchio e quadrato, tutto inscrivibile e circoscrivibile. Mi piace giocare con le lettere, le V sono delle bellissime A rovesciate, le B si dividono per dar vita a delle P-articolari P e mi piace girare le cose, ribaltarle, trovare il giusto allineamento.. e mi piace giocare con le parole. in tutti i sensi. un giorno un’amica mi disse: la fossilizzazione è morte. mannaggia quanta ragione aveva. dopo quasi 3 anni di profumeria mi sono accorta che alla sera non riuscivo nemmeno a finire una frase, l’ignoranza semantica si stava impossessando di me, soffrivo. il martirio del congiuntivo… spaventoso, i sinonimi, ma cos’erano e soprattutto a cosa servivano?
Vi racconto.
Un giorno, una mia ex collega rientra dal corso pro ‘pro-profumiere’ (lei allitterava molto meno) tenutosi a Bologna, la patria limoniana. Esaltatissima ci dice subito che noi non dobbiamo considerarci semplici profumiere bensì Consulenti di Bellessere (me lo voglio proprio vedere scritto sulla carta d’identità, professione: consulente di bellessere, e magari accanto pure: AH-AH-AH). La mia giornata partiva bene, ero entrata profumiera uscivo consulente, mica male nel giro di 15 minuti, il mio Ego si stava gonfiando e qualcos’altro stava girando.
la pulzella continua nella sua narrazione, narrazione semplice s’intende, molti punti e molte frasi minime, per lei la subordinazione era solo un gioco serale con il fidanzato di turno. (più tardi capiremo che anche la pulzella, come la suborinata, non aveva senso di esistere ad sola, slegata dal favoloso mondo di colori pastello e bouquet piramidali).
dicevo…???? mannaggia a me mi perdo nei meandri del pensiero…
ritentiamo.
Ci racconta quanto è stato importante per lei, quanto è stato bello condiviedere l’esperienza con altre donnine che ci credono; il suo sguardo inizia a diventare perforante, penetrante, lei sa che io ci credo poco, lei sa che per me sono solo idiozie, sì, sì, profumate e colorate ma sempre idiozie.. io so cosa sta pensando, lei crede che io mi senta superiore a lei. Beh, oddio, tanto torto non aveva. simulo, dissimulo, fischietto, tossisco anche per rendermi credibile, mi gratto un polpaccio, con stile e con mignolino alzato come fanno le donzelle e mi interesso al suo racconto, mai errore fu più grave, la falange nemica avanzava, inesorabile, sentivo il suo fiato sul mio collo, sapevo, si stava avvicinando, ecco l’attacco pseudo intellettuale.
*pregasi leggere la parte virgolettata con vocina ocheggiante*
‘Beh, sai, ci hanno insegnato davvero tante cose, per esempio, c’era una psicologa che ci ha fatto capire quanto è importante lo spazio fra noi e la cliente. io non immaginavo che potessero contare cose del genere invece ci ha detto che io ho un uovo, la cliente ha un uovo e se ci avviciniamo troppo l’uovo si rompe’
eccola lì, la frittata era fatta.
Mi stava parlando di prossemica usando le uova. dove saremmo arrivati? mi avrebbe parlato del velo di maja usando il cellofan alimentare? mi avrebbe detto che il nichilismo passivo di Nietzsche altro non era che l’ossidazione dovuta al tempo del suo braccialetto preferito? o che il Superuomo vestiva con tutina attillata e veniva da Crypton??? non c’era fine al peggio. La sola cosa che potevo fare era annuire e dirle che doveva proprio essere interessante il corso.
La porta si apre, una cliente, la salvezza, mi allontano dal gruppo di discussione, un sorriso soddisfatto e speriamo di non rompere il mio uovo, sai che figura farmi vedere sgocciolante.
Chiedo scusa a Voi profumiere, a Voi che ci credete più di quanto non ci abbia mai creduto io, Vi chiedo scusa perchè Voi mettete anima, corpo e uova in quello che fate, Vi chiedo scusa di essermela data a gambe appena ho avuto l’occasione, Vi chiedo scusa e Vi ringrazio. Grazie per avermi fatto capire quanto fossile stavo diventando, grazie per avermi fatto capire quanto bisogno di contatto umano e verbale io avessi bisogno, lontano da Voi; Grazie perchè mi sono fermata prima del punto di non ritorno, Grazie perchè sbattere il muso contro le colonne d’ercole avrebbe rovinato il mio bel naso, Grazie di esistere perchè, dopo anni, siete ancora l’argomento preferito mio e di mio marito quando siamo tristi. Grazie perchè siete materia di studio e Grazie perchè forse rientrerete nella tesi di antropologia del mio consorte.
elogio al mocho
il sabato è la giornata dedicata alle pulizie. qui in casa funziona così: io mi alzo ad un orario decente, ancora con il sonno negli occhi e col pigiama (che può variare da quello col porcello a quello col gatto nero con gli occhi che si illuminano al buio) e inizio a pulire, marito invece si allarga anche nella mia parte di letto e continua a dormire. Guardare il meritozzo mentre dorme è catartico, lui e il cane, stessa posizione, da non rinoscerli, ogni tanto mi chiedo se per terra ci dorme enrico o naso… in goni caso, dicevo… pulisco dalle 9 del mattino alle 13, tiro su ogni gattino di polvere che trovo sotto al divano, dietro alle porte lungo le scale e poi passo al fedele mocho.
il mocho è una sicurezza, una certezza, un amico fidato che ti aiuta quando hai bisogno e per farlo sentire importante provo ogni detersivo esistente in commercio, quello alla vaniglia per l’inverno (sotto Natale il fabuloso alla vaniglia è favoloso), quello ai fiori di campo per la primavera e se un sabato mattina mi sento sprintosa uso il fabuloso tropici, la casa sembra un grosso brick di succo ace (capisco adesso perchè ACE è sia succo di frutta che candeggina).. insomma, pe rogni stato d’animo io ho il mio detersivo che uso sul mocho come se fosse chanel N5: due gocce su ogni strisciolina a nido d’ape; sono arrivata anche a lavarlo con l’ammorbidente per renderlo morbido e foffo!!!
una casa non è una casa senza un mocho, salva un mocho comprane uno, regalalo a natale, fallo sentire ben voluto, saprà darti amore e affetto!!
..e anche venerdì è finito
Grazie Klo
Grazie.
perchè sappiamo tutte e due che se non lo avessi fatto tu io non lo avrei mai aperto un blog, grazie perchè adesso non ho più scuse per non mettermi a fare qualcosa di grafica e grazie perchè mi sei sempre vicina… adesso devo solo capire come si faccia a stare dietro ad un blog e a metterci le cose dentro. Un corso per principianti non è compreso nel pacchetto?? Giuro che poi imparo qualcosa
*Taruccia*
Taruccia cara
Ti ho regalato un blog… così posso venire a commentarti. Beh, devo ancora dirti che ho registrato questo blog a nome tuo, ma sono solo dettagli
La parte visuale la lascio a te, dato che con la grafica ci sai fare benissimo da sola.
Baci, Klo
