Taruccia’s


la pioggia è bagnatissima

Oggi piove, cioè, piove da ieri e piove tantissimo. in ufficio devo fare lo slalom tra le pozzanghere e schivare il camioncino della DHL che tenta di annegarmi spruzzando senza dignità acqua torbida sulle mie scarpette. L’acqua è decisamente bagnata, quando piove sono zuppa, un po’ è colpa mia che non porto mai l’ombrello ma la maggior parte delle colpe sono della pioggia. Insomma, potrebbe mandarmi un telegramma: Oggi credo che verrò a trovarti, portati dietro ombrello, impermeabilino e scarpette decenti. Anzi, dev’essere telegrafico: ‘Oggi scendo,portare ombrello,fatti furba’ ecco, anche una cosina del genere potrebbe dirmi, invece mi assale alle spalle e se ne va quando ormai bagnata e raffreddata inizio la sessione di starnuti.
E poi l’amica pioggia mi deprime, dovevo correre. si corre il lunedì e il mercoledì (e il venerdì se non si muore) ma così non è una corsa sono i 1200metri stile libero, non va, non va…
insomma, necessito coccole, un paio di scarpe da jogging perchè le mie mi distruggono la schiena e l’aumento, che non c’entra niente ma serve sempre…

PS: mi sono innamorata del cartizze :oops:


Taruccia e lo sport

A distanza di una settimana, dopo aver piacevolmente notato che tutte le funzioni vitali principali sono stabili, posso, con estrema fierezza, dire che pratico sport.
Cioè, riformuliamo: posso, con estrame fierezza, dire che Tento a praticare dello sport.
Ovviamente non da sola. MAI praticare sport estremi come il mio in soitaria, si rischia di non venir soccorsi nel caso si stramazzasse al suolo a metà, è sempre meglio avvisare più gente possibile di cosa si ha intenzione di intraprendere, il dove, il come, il quando tralasciando il perchè. La derisione non è utile ai fine del proprio autoconvincimento ;)
Quindi avvio la check-list:
Sono da sola? No, al rapporto è stato chiamato un amico, bassista di sempre del marito
Dove sono: sul lungo pista, mannaggia quanto è lunga sta pista, destinazione 34 (che si legge tre-quattro e non trentaquattro o tre/quarti)
Come: passo lento ma sicuro, credo.. :roll:
Quando: teoricamente il lunedì e il mercoledì
il perchè abbiamo detto che lo avremmo tralasciato ;)

Lunedì pomeriggio scorso, alle ore 18.15 si avvicina una macchina blu alla telecamarina del citofono. spegne i fari, attende… squilla un cellulare, capisco, apro.
Vedo la vettura avanzare lentamente.
Dopo pochi minuti una porta si apre alle mie spalle. Eccolo, in perfetta tenuta da sport estremi.

Ci rassicuriamo: ‘Non è grave, ce la faremo, basta stare in formazione compatta, le file dovranno essere mantenute, mai, per alcun motivo, lasciare l’altro da solo in balìa degli e-venti’
Ci convinciamo: ‘Si, stiamo facendo la cosa giusta, il mondo ci ricorderà per questa azione “Fratelli! Ciò che facciamo in vita, rieccheggia nell’eternità! Forza e Onore”…’
Ci avviciniamo: ‘Beh, la 34 non sembra essere così lontana’ … ‘No, no, è lontanissima’ .. ‘No dai, da qui la vediamo’ .. ‘credici’

Iniziamo, piano, non dobbiamo sbagliare, dare tutto subito non serve a niente, non è utile, la stanchezza si impossesserebbe prima dei nostri corpi non soliti allo sport estremo.
uno, due, tre, quattro.
Ok, siamo morti.
Ok, è stato bello,. ma la 34 è troppo lontana, tagliamo per la bretella, no, l’asfalto è peggio, rimaniamo sulla pista in erba, oddio NO, NON toccare quella bottiglietta di getorade, ci sono ceppi della malaria ancora non sconfitti, che fai? lascia stare quell’accendino, dentro c’ha il lupus.
Svengo, muoio, soffoco, annaspo.
E adesso chi ci troverà?
No, che fai, lo scatto ti può essere fatale, non farlo, torna indietro. Ok, ti aspetto qui, sono quella che giace per terra.
DObbiamo ricominciare.
Cosa? dobbiamo tornare indietro?
Chiama il camioncino della Soc. di Gestione
E’ più rotto di noi.
Va bene, dobbiamo essere stoici e ricominciare.
Non ce la faccio.
Dobbiamo.

Ok.

uno, due, tre, quattro.
Ok. siamo morti.
di nuovo.
Arriviamo all’hangar?
quale?
quello vicino agli uffici.
No, arriviamo a quello prima.
Muoio adesso.

E fu così che i due giovani, non consci di quello che li avrebbe attesi, tornarono presso gli uffici, con gambe tremanti e fiato cortissimo, felici della loro mezz’oretta di corsa, stravolti ma vincitori nell’animo.

articolo esauriente su brokenheart.splinder.com

Grazie MoscA


Parliamone, tu, io e l’ufficio tecnico

… io vengo sfruttata.
E’ un dato di fatto. teoricamente dovrei occuparmi di piccole e semplici cose, rispondere al telefono, mandare fax e.. dell’ufficio tecnico.
Ecco, io impersonifico l’ufficio tecnico, io sono l’ufficio tecnico.. cioè, forse lo ero, perchè adesso faccio cappuccini, buoni, per carità, am sempre cappuccini… e soprattutto ottima scalata sociale :( .
In cosa consisterebbe l’ufficio tecnico? un esempio? Beh, e qui mi emoziono un po’, come a parlare del primo amore, no beh, mi emoziona di più parlare dell’UT… il favoloso ufficio tecnico prevede un’attenta scansione mentale di ciò che è meglio fare sugli aerei per evitare di vederli planare in un totalizzante delirio di fuoco e fumo.. e anche su ciò che è meglio non fare (tipo portarsi a casa i bulloni dell’elica soloperchèluccicano). esempio? se una PA (prescrizione di aeronavigabilità.. e se vogliamo fare i fighi: AD: Airworthiness Directives) ti dice che sul tuo Pa18 del 1960 deve essere controllata la targhetta della toilettes., beh, tu ridi fragorosamente e poi, nelle note piccole piccole, capisci che è applicabile tanto al tuo Pa18, monomotore, biposto che ad un boing 747. fantastico, il boing, nel suo intimo, in realtà è un piperino modesto ma dal cuore grande.
Parlando di Piper c’è da dire che dei favolosi Alaskini se li sono comprati quasi tutti, a parte quelli che abbiamo in disciplinare, le conversazioni con gli alaskini per me erano impegnative, faticose e mi spaventavano nel profondo. Cioè, io so dire perfettamente: “vuoi un caffè”, ma più in là del caffè mica ci so andare. Ho un inglese elementare, quasi da asilo, ok. non ho un inglese, ma smettiamola di umiliarmi :( ecco, con gli alaskini io comunicavo soltanto quando ero davanti al pc perchè google mi è amico, se eravamo a cena o in officina… lì per me diventava una sessione di giochi senza frontiere, sorridevo, facevo dei visini carini, mimavo molto ed alla fine mi hanno fatto i complimenti: Your Itlian is perfect. Mica pizza e fichi (not only pizza and fichi), sono 27 anni che lo studio, non sono stati soldi spesi male quelli che mi sono serviti per imparare i congiuntivi :D .
Solo che poi ho fatto una gaff :( beh, si, ho osato chiamare i Piper che loro hanno comprato “Flying coffin”, li ho offesi nel profondo, ma loro sono alaskini e mi vogliono bene e a suon di grandi pacche sulla schiena si sono rpesi un mio polmone. Beh, onesti. -____- (psssst, fra di noi: è proprio vero, i pa18 sono bare volanti, cioè, sono piccoli, biposto ma steso ci sta uno solo e sono in tela, chi avrebbe coraggiodiplanare in mezzo ai ghiacci con un robillo di tela?)
Chissà perchè divago, Dott. Divago.
In ogni caso mi lamentavo del mio sfruttamento. Sfruttamento reale, non faccio le pulizie solo perchè non è ancora venuto in mente e non taglio l’erba solo perchè non la fanno tagliare, d’altra parte cucino per l’esercito della salvezza. Mi piace, adoro cucinare, ma sono ancora a dieta (beh, lasciatemi gongolare, sono arrivata a -10kg, su, su, apppluasi, beh, smettete di già?? ancora dai dai che gognolo, dai dai che mi metto pure a pancino all’aria per farmi fare garttini – chiusa parentesi egocentrica, mi setno un po il Sole ;) )
Ragazzi, sto scrivendo queste 4 righe dalle 10.43, sono le 12.12 e non sono ancora riuscita a dare il meglio :( devo tenermi in allenamento, insomma, devo scrivervi di più sennò poi vi dimenticate di me ;)
In any case (supero me stessa a volte!!!) a breve vi informerò sul mio futuro lavorativo, questa settimana si decidono diverse cose, ho solo la certezza che il mio basso stipendio rimarrà tale ;)
la vostra primaverile Taruccia.


la mail “dell’ufficio”

Allora, la mail dell’ufficio è una cosa sacra. Clienti e fornitori ce l’hanno, ma solo pochissimi esterni hanno il privilegio di averla, è la mail per le emergenze, la mail che leggo novecento volte al giorno, la mail che sta sempre aperta, che mi guarda dal suo stato di icona, la mail che, di solito, porta soltanto fatture da pagare e lamentele. Però c’è ed è il solo modo di comunicare con il Capo.

Bene, questa entità sacrerrima (la mail intendo) è stata violata, è stata violata da dei cretini che saltellando in giro per il magico mondo internet a mo’ di Bianconiglio di Carrolliana memoria, hanno raccimolato talmente tanti schifi che poi si sono riversati nelle inviolate -fino a quel momento- mail di ligi dipendenti.

Fatto sta che la mia posta indesiderata supera di gran lunga la posta desiderata (c’è anche da dire che la posta in arrivo, come accennavo, è fatta di fatture e queste, in ogni caso, non sono posta desiderata), il mio cestino brulica di mail dalla dubbia provenienza ed è più il tempo che passo a cancellare le bustine da mittenti esotici che quello che impiego a produrre concretamente. Insomma, se a fine gironata non ho finito al fatturazione che colpa ne ho, andate a dirlo ai vari Lula Flatcher, probabile parente della Signora in Giallo che dove va crea il deserto attorno a sè, oppure a Lupe Volger focoso amante giramondo oppure ancora a Blake Ware.

Sono loro, Signori e Signore che si insinuano spudoratamente nel mio computer, sono loro che promettono mari e monti, sono loro che mi giurano il miracolo blu, sono loro che assicurano la forza sotto alle lenzuola.. e pensare che l’unica cosa che mi interessa è la mail con l’aumento.. sarà mica finita nella posta indesiderata presa per burla o truffa???


… e iniziò così

Purtroppo non ho molto tempo da dedicare al blog in questo periodo, non so se perchè sto invecchiando e faccio tutto più lentamente o perchè qui in ufficio le cose da fare si moltiplicano e le ore rimangono sempre quelle.. fatto sta che l’ultima mezz’ora di questo venerdì la voglia dedicare a Klo.
Qualche riga (e se vado veloce ne scrivo di più) per raccontarvi come ci siamo conosciute e come abbiamo iniziato a passare le ore su msn, sparando cretinate e rotolandoci dalle risate quando attorno nessuno capiva, parlo per me che qui in ufficio ogni tanto mi davano per irrecuperabile.
E’ successo tutto alla fine del 2006, io ho conosciuto Klo attraverso un forum e attraverso quello che scriveva e le foto che postava, sono quelle cose strane che non sai come fanno ad accadere ma accadono, ero affascinata da sta donnina, divertente, pungente al punto giusto, con mille cose da dire e tanto da dare. Abbiamo iniziato a chiacchierare perchè avevo letto che cercava lavoro e poi abbiamo continuato a chiacchierare perchè erano delle parentesi piacevoli in mezzo alle giornate tristi e devastanti.
Ci siamo trovate a sparlare (ops, non si dice, le vere signore non lo fanno…) delle stesse persone notando che questa cosa ci dava particolare piacere e gioia e così abbiamo continuato, beh.. dai, non sempre a sparlare ma qualche piccola acidità la mettavamo sempre dentro che dava colore :D . La prima volta che ci siamo viste era al suo compleanno.. a cavallo col compleanno di Markino, ovviamente sushi e ovviamente Markino ha subito detto: al mio tavolo non voglio vedere forchette… è stata una cena lunga faticosa e sofferta!!!
Non si sa nè come nè perchè le ore che passavamo su msn erano sempre di più anche se lei si svegliava quando io ero già pimpante da ore, d’altra parte quando lei era bella che pimpante io avevo i cerchi del panda sotto gli occhi, ma sono dettagli (anzi, Klo, se per caso passi e leggi, spero che con il fuso -un famoso vicino di casa non tanto in quadro- i nostri orari sonno veglia si parifichino!!!!)..che stavo dicendo?? ecco, è proprio vecchiaia, la senilità avanza.. ne metto in frigo un po ;)
.. dicevamo.. e più si chiacchierava più notavo che Klo la maggior parte della chattata se ne stava sul tappeto con filippo a rotolarsi dalle risate, e devo ancora capire perchè, io sono così seria e compita… e credo che quelel chattate dovrebbero stare in un libro per i momenti tristi, perchè ne abbiamo dette proprio tante!
Lo so che sembro sconclusionata ma il tempo è poco e noi abbiamo davvero passato tanto tempo insieme e a dire tutto quello che ci siamo raccontate non basterebbero due anni (scriviamo veloci, lei con meno errori però).. in sintesi quello che voglio dire è che è una donnina fantastica, un’amica che avrei dovuto conoscere molto tempo fa per avere più tempo per starle vicino, una persona che ascolta, che c’è e che so che anche se lontana ci sarà in ogni caso. Una professionista che sa esattamente dove vuole arrivare e che so benissimo che andrà oltre, è un occhio sul mondo che fa vedere ciò che non si immagina, una donna dalle spettacolari capacità che mi mancherà tantissimo, perchè, in ogni caso, anche se ci si vedeva poco sapevamo che eravmo a 90km di distanza, che non sono esattamente i mille milioni di km con tanta acqua in mezzo che ci saranno dal 28 in poi. Magari non vi interessa niente di tutta questa pappardella, ma è, fondamentalmente, rivolta a Klo che in questi giorni non trovo mai, sommersa dagli scatoloni prima e dal vuoto di casa poi. voglio farle sapere che è stato bello conoscerla, che il suo sushi rimane il migliore in assoluto, che ogni volta che guardo le sue foto è una stretta allo stomaco perchè mi ricordano che lei non sarà più così a portata di autostrada, voglio dirle di non temere niente perchè di brave come lei ne esistono poche, voglio rassicurarla che anche se sarà dura all’inizio lei è lì con suo marito e filippo e tutto passa, voglio dirle che sono certa che arriverà dove vuole arrivare perchè non mi aspetto nulla di meno da lei.
Voglio che sappia tutto questo e che se lo ricordi quando sarà lontana da qui, che sappia quanto credo in lei quando avrà momenti di sconforto (che tanto mica te li lascio avere eh).
Voglio farle sapere che le voglio bene e che, adsl fuffa a a parte, avremo sempre un modo per parlare.
Klo, mi aspetto che ogni foto che farai me la manderai, mi aspetto di vedere foto tue pubblicate su giornali e non solo, mi aspetto che nel giro di pochissimo tu sia già attiva con uno studio.
So che ce la farai.
Ne sono certa.
Un bacio stellina, ti abbraccio fortissimo e anche se non riusciremo a venire a salutarti siamo lonatni solo fisicamente perchè io sono già da mesi con la testa al giorno della tua partenza… e ti dirò, mi piace proprio poco che tu voli via, ma… tu che puoi: VAI!!!!!

ok, ho finito…
Tarina

PS: ho rimesso il vecchio s-fondale perchè mi piace troppo!!!


Eccoci nel 2008

Allora, premetto, questo 2008 mi sta già sullo stomaco, intanto odio i numeri  pari (un caso che il mio giorno di nascita sia 16/06/1980), il chè, diciamocela tutta, non gioca proprio a suo favore e poi quest’anno l’ho iniziato a casa dei miei genitori, e questa è stata la mazzata finale.. o iniziale, dipende… per me è stata mazzata a tutto tondo.
Arrivo dopo sei ore di macchina sul cancello di casa, si presenta mia mamma e inizia il suo jingle di lamenti, ancora con il cappotto addosso entro a casa di mia nonna che con una faccia assai poco rassicurante prende fiato e… “Nonna, se dici qualcosa guarda che il treno parte anche domani mattina”. offesa.
Il mattino dopo, nel dubbio, alle 5 ero sveglia.
Il parentado ha chiocciato per giorni e la neve che ha colpito l’oltrepo’ Pavese non mi è stata d’aiuto: maritino bloccato causa autostrade chiuse!! Questo ha significato maggior sopportazione da parte mia e, soprattutto, viaggio di ritorno verso casa DA SOLA in trenino; il che non è andato nemmeno tanto male, i-pod alle ricchie e Harry Potter sotto al naso, il male è arrivato nel momento di fare l’unica valigia che avevo a disposizione.
Mia nonna mi ha riempita di: cioccolatini per i suoceri, cioccolatini per me nel caso avessi avuto voglia di svenire, bistecchiera elettrica (regalo degli zii, mica potevo lasciarla a casa) e il massimo l’ha raggiunto mettendo di nascosto due bottigilie di vino e una di whisky nella valigia.
Allora, mi chiedo, se mi fermano mi mettono dentro per spaccio di zuccheri e di alcolici??? ma che è sta cosa, bistecchiera elettrica, vino, cioccolato, liquori.. capodanno in eurostar? e il vischio???
Lascio a casa la distilleria viaggiante nello sconcerto di tutti, ma a posteriori un sorso prima di partire potevo darlo…

Buon 2008… se solo non va peggio del 2007 siamo già  a cavallo ;)


Auguri Klo

Riemergo dall’oblio per fare infiniti auguri a Klo, la donna spettacolare che mi ha regalato il blog per ridersela anche quando non ci sono ;) ;)
Un abbraccio forte forte e mille auguri.. e  ci vediamo pure stasera! :D

PS: volevo mettere un’immaginina, ma non ho ancora capito come, so che c’entra flick’r, ma devo studiarla bene!!! 


Io sono Dolce

Non è un mio stato d’essere, non è la sublimazione del mio io, non è il mio intrinseco volere… io SONO dolce.
Adesso, non so esattamente il perchè o il per come, ma sono dolce.
Mi lecco le dita e so di zucchero. Allora, non è che io passi le giornate a leccarmi le dita per il gusto di farlo o perchè in ufficio non passi un tubo, ma mentre faccio qualcosa mi capita di mettermi l’indice fra le labbra, smettetela di pensare cose strane, smettetela di girare gli occhi o di eccitarvi, mi lecco un dito per nervoso, non mentre sono al telefono con un cliente o con un fornitore perchè sembro più sexy… ve lo immaginate: Buondorno, bi dica… do, do, dod sodo raffreddada, ho dolo un dito ind bocca…. ecco.. non va proprio così…
Da quando ho iniziato la dieta io so di zucchero, la cosa da un lato mi piace, posso affermare con totale sincerità di essere dolce senza aggrapparmi a figure retoriche o pensieri egocentrici, mi lecco e so di zucchero. Lo so che l’ho già detto mille volte ma sta cosa mi sconcerta… Mi sto trasformando nella donna zolletta, affascinante, ma se esco quano piove mi sciolgo, e anche qui non lo faccio perchè sono emotiva ma perchè fisicamente, si narra, che la zolletta delicatamente gettata dentro ad un liquido, tende a sciogliersi.. insomma, seguo le leggi della fisica, o almeno della mia fisica… zolletta + acqua = acqua dolce, non zolletta sana. perbacco!!!
Ma poi ho pensato: Vuoi vedere che non è il mio dito ma le mie papille gustative che hanno bisogno della revision 2.1? Allora, saltellante come Haidi tra le capre minate, sono andata da mio marito e, con sguardo sfidante, gli ho detto: ‘Enrico, leccami!!!’ ad oggi devo ancora capire come l’abbia presa… non la mia richiesta a leccarmi, ma la mia richiesta più specifica di leccarmi le dite.. vabbeh…ha detto che sono strana, ma non ha specificato sotto quale aspetto.
Questo mio sclero era soltanto per rendervi partecipi del fatto che piano piano mi sto caramellando, sarà il natale, sarà la dieta, non lo so, fatto sta che qualche minuto fa il Direttore Amministrativo (gran donna) mi abbia detto: Ho voglia di qualcosa di dolce…
‘Leccami’

sinceramente Vostra
Taruccia


Tempo di diete

Questa volta ho voluto prendere l’estate alle spalle e iniziare la dieta a novembre, giusto prima di Natale, così soffro e se soffro funziona. Si dice che la dieta si inizi sempre domani, o sempre di lunedì, dipende dal giorno della settimana; per avere il sopravvento sul lunedì io ho iniziato la dieta di venerdì. non ieri, quello prima, mi sono presa alle spalle pure io perchè non me l’aspettavo, è stato così, improvviso e meraviglioso.Ma la storia delle diete non inizia mica qui eh. Le ho provate tutte:
la dieta della fame: consisteva nel non mangiare finchè non avevi fame e poi aprire il frigo sbaffare tutto quello che c’era, dieta priva di successi, non ho ancora capito il perchè..
la dieta del merluzzo:si mangia eslcusivamente merluzzo, dopo un po, per disperazione, sono arrivata a impanare il merluzzo dentro una cotoletta alla milanese, ma non per barare, solo per dargli più sapore.
la dieta della mamma: mi faceva mangiare soltanto pomodori a parmiggiano, non conscia del fatto che il parmiggiano è uno dei formaggi più grassi dell’universo conosciuto e non.
la dieta dell’ufficio: consisteva nel prendere le pagine gialle e cercare la prima pizzeria che facesse consegne a domicilio, ottimi risultati…nella scelta delle pizze.

E poi ecco, l’illuminazione: la dieta a zona, quella che dice che in una setitmana perdi fino a 2.5kg.
Per i profani la dieta a zona non è la dieta in cui in cucina mangi tanta pasta e se vuoi la carne ti sposti in un’altra zona della casa, la dieta a zona è subdola e fatta eslcusivamente per i laureati, io che non lo sono perchè mi sono tenuta da sola nell’ignoranza ad oggi non ho ancora capito bene come funziona, nel dubbio è una settimana che mangio sempre la stessa cosa perchè è l’unica ricetta che ho capito.
Cerco di farvi partecipi della dieta a zona in modo tale che Voi, miliardi di laureati, possiate dare una zampa a sta donna che non ne può più di pucciare il toast con prosciutto dentro al caffelatte mattutino e vede soltanto bistecchine ai ferri.
Si narra che questa dieta si basi sui blocchi. Un famoso medico dice che ha usato i blocchi per facilitarci il calcolo, io penso soltanto che lui odiasse tutti e voleva che morissero di fame per fare pulizia mondiale.
Dopo ore di studi tolte al lavoro aereo ho capito che necessito di 11 blocchi da sparpagliare nella giornata. e fin qui va bene.
Poi ho capito che i miei due pasti principali sarebbero stati di 3 blocchi. ma questi 3 blocchi sono divisi in 3+3+3 e già qui non capisco un tubo. Cioè.. se mi vuoi far mangiare 1 blocco di proteine 1 di carboidrati e 1 di grassi perchè non parli come mangi? che bisogno c’è di dirmi: mo’ sti blocchi li dividiamo ancora e quindi avrai 3 miniblocchi di proteine 3 di carboidrati e 3 di grassi… e che vuoi fare adesso? me li suddividi ancora??? mi vuoi far cercare la sinusoide dei blocchi? vuoi che trovi il limite tendente a zero??? pardon, a 3?
L’altra sera stava preprando con tanto amore la cena al marito, finito di spadellare la sua pasta pomodorini e bottarga mi sono concentrata sulla mia cena. Erano le ore 20.00. Alle 21.10 dovevo ancora cenare, non capivo quanti grammi di ricotta potessi mangiare, da una parte ti diceva 80gr dall’altra ti diceva di moltiplicarli per 3, dall’altra ti faceva trovare la radice cubica, dall’altra ancora ti diceva che la ricotta non va bene. ero in crisi, sapevo che la mia cena non s’aveva da fare.
E poi.. così, dal niente, l’illuminazione, la dieta ha ragione, la dieta davvero ti fa perdere 2.5Kg in una settimana: ti rincolgionisce a tal punto che sei così sfiancato dai calcoli che non mangi!!!! E’ la prima dieta che funziona, ha solo un piccolissimo effetto collaterale: non sto in piedi, vedo doppio e mi mangerei il cane dei vicini.

Sono le 13.00 è ora che mi legga le ricetta e veda cosa non posso mangiare oggi!
*Taruccia-a-dieta*


Il Congiuntivo

TU.
Si, dico a te.
A te che te ne vai in giro per il centro firmato da testa a piedi, a te che cammini ondeggiando come se avessi le noccioline nelle Prada, a te che ciondoli pensando di essere figo.
TU.
Si, dico a te.
A te che te ne vai in giro per il centro firmata da testa a piedi, a te che cammini sculettando come se avessi l’anca slogata, a te che anche quando parli usi le K.

Voi.

Si, dico a Voi, generazione del tutto e subito, della x-box che ai miei tempi non c’era, dei cellulari a 9 anni che sennò sei sfigato, Voi che siete passati dal biberon all’happy hour, voi che prima comprate la macchina poi la patente. Voi che credete di essere al di sopra di tutti.

A voi mi rivolgo.

A voi che che confondete avere e essere, a voi che credete che il sesso sia imperativo, a voi che pensate che il Gerundio sia il barista di via Roma, a voi che pensate che il congiuntivo altro non sia che un fastidio oculare. ecco, io a Voi mi rivolgo affinche possiate trovare la luce, affinchè riusciate a intraprendere il sentiero che vi salverà dalla rozza ignoranza e vi insegnerà l’uso proprio della lingua e magari pure quello dei suoi tempi verbali.

Questa è una richiesta d’aiuto,
una richiesta disperata,
una petizione,
una crociata.

(meglio di foscolo sono)

Salviamo il congiuntivo.

Per coloro che ancora non lo sapessero, il congiuntivo è un’entità insicura, dubbiosa, ama stare nelle subordinate, anche se spesso, molto spesso, l’interlocutore non lo degna di mezzo sguardo preferendo, al suo posto, un arrogante condizionale che prepotente si insinua nella principale e nella secondaria, insomma se potrei andare a casa adesso lo farei più che volentieri no???
e intanto singhiozza triste il povero congiuntivo, vestito di logori stracci fuori moda, bisfrattato dai più, non considerato dalle masse di giovani pseudo intellettuali che comunicano, stringati, con frasi da breviario ’si, cioè, perchè vvvedi, insomma, io…perchè, capito no?’.
Il congiuntivo ha iniziato il suo declino alla fine degli anni ‘80, quando venne deciso che non potesse più essere di moda ‘Oh, ma che fai, che congiungi, parli come mio nonno’…
da allora ha lottato, con le unghie con i denti, ha rivendicato il suo essere subordinato ma non il suo essere eliminato. A poco queste sue lotte sono servite, ad oggi ancora non ha trovato un suo status e vaga. Vaga e ricorda.
Ricorda i bei tempi di Manzoni quando il matrimonio non s’aveva da fare ma almeno lo dicevano correttamente ricorda San Francesco d’Assisi che parlava con le bestie ma almeno usava il congiuntivo, ricorda persino il vecchio Dante, che di camminate ne ha fatte ma le consecutio erano corrette, ricorda i latini che hanno messo le basi della nostra lingua, ma non ricorda tronisti e veline, calciatori e paparazzi. e commesse limoni.